Val Rendena, tra masi e scoperte

Anche se quest’anno tutto intorno predominano i colori spenti della fine d’autunno, la Val Rendena rimane un luogo perfetto dove trascorrere parte delle vacanze natalizie. Campo base, Caderzone Terme, piccolo paese in valle che vanta un campo da golf che levati, delle terme curative con centro estetico (fontevalrendena) che quando serve sanno come coccolare i milanesi più incalliti e, da poco, un ristorante con qualche camera che – finalmente – propone una cucina regionale rivisitata – molto – racchiusa tra le possenti mura di Palazzo Lodrone Bertelli, una torre fortificata che risale al Medioevo, passata di in mano in mano tra conti imperiali e massari vescovili (palazzolodronbertelli).

Quindi, poca neve uguale grandi pranzi e cene! Qui sotto qualche piatto provato a Palazzo:

Proseguendo verso nord, per smaltire o anche solo per respirare l’aria fredda e frizzantina, la strada si srotola tra masi e aziende agricole dalle quali fanno capolino asini e cavalli incuranti della presenza molto vicina dell’orso che abita i boschi poco più in alto. Su tutti, merita una visita, per una cena tradizionale e calda come solo l’arredamento di legno sa fare, il Maso Brenta (masodelbrenta) ristrutturato alla perfezione.

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Ed ecco che si arriva a Pinzolo, considerata da molti solo come una tappa obbligata per arrivare alla ben più nota Madonna di Campiglio, ma che negli ultimi anni invece ha saputo ritagliarsi la propria personale fetta di sciatori aprendo il comprensorio Doss del Sabion, idealmente collegato proprio alla regina delle nevi.

E’ infatti dopo aver percorso una strada ritorta che sale lungo la valle, per le montagne, fiancheggiando le spettacolori Cime del Brenta che si arriva da lei, a Madonna di Campiglio. Per gli amici solo Campiglio e per gli snob solo Madonna, fatto sta che questo paesino incastonato tra alcune delle cime più dolci e morbide è da sempre rinomato come una delle destinazioni sciistiche più chic delle Alpi.

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Purtroppo modificato nelle sembianze da troppi cittadini che non fanno chilometri di autostrada per apprezzare la montagna ma per sedersi al sole e mostrare l’ultimo paio di Louis Vuitton, il paese ha perso un po’ del suo fascino autentico ma basterà abbandonare la macchina in uno dei parcheggi (a pagamento of course), inforcare gli sci e salire, salire, salire, fino ad arrivare quasi a 3.000 metri del Grostè e godersi un panorama mozzafiato.

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