Astypalea, l’isola che non ti scorderai mai

Ci sono alcuni posti di cui ti ritrovi a parlare senza neanche rendertene conto. Forse mentre eri lì, mentre calpestavi quei marciapiedi o quei sassi sulla spiaggia non ti eri resa davvero conto di quanto quel luogo, quei sassi e quel marciapiede, ti stessero entrando nel sangue. Bene, con Astypalea direi che è successo proprio così, tanto che mi sono ritrovata a parlarne con un amico una sera di dicembre a Milano. Senza alcun apparente motivo.

Dopo aver visitato le Cicladi diverse volte, Corfù, le Sporadi, la costa che porta a Volos e alla grande isola di Eubea, un’estate ho deciso che avevo bisogno di cercare una Grecia un po’ più nascosta, più privata, più greca. Un’isola greca dalla forma a farfalla (da qui il nome), un gioiello un po’ timido, dal terreno arido, nascosto nel blu dell’Egeo, ecco cos’è Astypalea e, per fortuna, è ancora sorprendentemente fuori dalla strada maestra del turismo di massa.

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Astypalea è un po’ l’isola che non ti aspetti ma che hai sempre immaginato: 1 solo campeggio su tutta l’isola (!) con ventenni che si ritrovano e si cercano di anno in anno, come facevamo noi da piccoli quando andavamo al mare sempre nello stesso posto. Taverne sulla spiaggia gestite da giovani greci o da perfette novantenni che ne hanno viste di tutti i colori (e te li raccontano in un greco tutto loro). Casette o studios in affitto curati nel minimo dettaglio e una Chora pulita, restaurata, perfetta. Spiagge completamente vuote anche il 15 di agosto e strade sterrate che mettono alla prova anche i più temerari.

Andando con ordine e cercando di ricordare i punti salienti, ecco qualche dritta:
– noleggiare un motorino, tendenzialmente con le marce visto che salite e soprattuto discese lo richiedono. A Chora, nella parte del porto vecchio, ci sono diversi negozi che li noleggiano ma non lasciatevi sfuggire i più comodi. Noi ci siamo innomarati di questo!

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– passeggiare per le viuzze di Chora, il paese alto dove prodomina il bianco e l’ombra lasciva, classici della Grecia. Continuando a salire si arriva anche al castello medievale, il Castello Quirini Stampalia da cui si deducono presenze italiane sull’isola fino a pochi decenni fa, e di sera, con un bicchiere di ouzo al Castro Bar sembra di dominare il mondo.

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– provare i biscotti allo zafferano da Eliana, la panetteria-pasticceria sulla strada per Livadi, l’altro paesino con qualche bar e taverna. Forse è quello un po’ più modaiolo, se per modaiolo si intendono 4 bar uno in fila all’altro invece che 3.

– fidarsi del proprio mezzo motorizzato e inerpicarsi dall’altra parte dell’isola, verso Analipsi per scoprire spiagge  straordinarie e assaggiare gli involtini di melanzane della giovanissima proprietaria della taverna Maltezos, appena dietro la curva andando verso il mare.

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