Home is where you park it

E’ uno dei modi per viaggiare più completi che io conosca. Ti fa sentire libero e autosufficiente come non avresti mai pensato di poter essere. Quando tornerai a casa, ne sentirai la mancanza fino ad avere nausee e mal di testa, perchè avrai il mal di terra. Non è la barca a vela, anche se la magia del vento e il silenzio delle onde meriterebbero tutto un capitolo nel libro dei migliori modi per viaggiare. Non è la moto, sebbene il fascino delle due ruote rimanga sempre intramontabile e non è nemmeno la meravigliosa passività che scaturisce in ognuno di noi appena saliamo su un treno.

E’ il van, il camper, il furgoncino. Chiamatelo come volete, ma vi basterà provarlo anche solo una volta per rimanere segnati per sempre. Tre giorni fa a Detroit al Naias, uno dei saloni d’automobili più rinomati del mondo, la Volkswagen ha presentato la versione elettrica del suo Bulli, il furgoncino diventato icona negli anni ’70. Leggere questa notizia sui giornali mi ha fatto riassaporare anche solo per un attimo la meraviglia di un viaggio fatto qualche anno fa con due amici.

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Ottobre 2013. CantabriaAsturias, nel profondo nord della Spagna. Una terra fatta di prati verdissimi, scogliere a picco, vecchi fari, spiagge chilometriche e un oceano quasi sempre mosso. Partenza da Santander (classico volo Ryanair) dove all’aeroporto ci aspetta il nostro van, splendido, di un blu profondo come l’oceano che ci aspetta. Direzione ovest, chiaramente lungo la costa.

Prima tappa: Playa de Canallave, all’interno del Parco Naturale delle Dune di Liencres. Lingue di terra increspata sulla sabbia, lunghezza della spiaggia infinita, quantità di gente minima. Un ottimo modo per prendere confidenza con questa parte di Spagna, e con il surf. Proseguendo la costa si srotola sempre più aspra e sempre più alta e lontana dall’oceano. Non dimenticatevi di passare dalla Roca Blanca, dove le onde si scontrano e i gabbiani fanno i loro nidi, e dalla bellissima Playa de Gerra. Scegliete di dormire vicino a uno dei fari indicati lungo la strada, uno qualsiasi va bene: il nero delle notti vicino ai fari è davvero unico. Aspettate che passi la tempesta scaldando un the nel vostro van, rilassatevi in una pineta ascoltando la vostra musica preferita mentre le mute da surf si asciugano. Visitate qualche cittadina lungo la strada, come Santillana del Mar, che fa invidia ai nostri paesi della Toscana e dell’Umbria. Fate le 4 di mattina bevendo rhum seduti sul tetto del vostro van con davanti solo l’oceano. Perdetevi ad ogni bivio che vi ispiri e, quando vi fermate in una taverna per chiedere informazioni, se il profumo che arriva dalla cucina vi fa brillare gli occhi, fermatevi e prendetevi il tempo.

Ecco, forse è il viaggio che più di tutti permette di prendersi il tempo. Di lasciare che le cose succedano, che la strada continui e che il giorno finisca. Tanto non bisogna cercare un albergo dove dormire né un ristorante dove cenare. E la mattina dopo, quando si riparte, la natura intorno rimane incontaminata, non si è costruito e non si è rovinato nulla.

Thanks to SurfCars A Restless Transplant

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